L 'Azienda tra le Nuvole

musical semi-serio, originale, in due atti

 

Ogni anno, in Paradiso, si svolge una riunione in cui i Santi di   tutte le città devono rendere conto del loro operato in termini di devozioni, miracoli, conversioni ecc...

Siamo dunque alla riunione di bilancio dell'Azienda Paradiso sezione di Bologna e il suo Direttore Generale, Angelo Supremo , si accinge a presiedere l'incontro, con un po' di titubanza in quanto, negli ultimi anni, le azioni sono piuttosto in ribasso   a causa di una misteriosa Beata, che perturba gli animi dei devoti.

I santi convocati, quindi, si raccontano ed espongono il loro bilancio, aiutati da due zelanti Angeli Segretari e da uno stuolo di Angioletti Sostenitori che, con i loro interventi, tradiscono l'impazienza di trovare la loro strada verso la santità. La riunione viene poi interrotta, a più riprese, dagli interventi di una quanto mai Paziente Governante e dal maldestro ingresso di alcuni Santi Forestieri che hanno smarrito la loro strada.

 

San Zama (III sec): il primo Vescovo di Bologna è piuttosto affranto, perché nessuno si ricorda più di lui.

 

Santi Vitale e Agricola (III sec): i due Protomartiri, Patroni secondari di Bologna, in quanto servo e padrone nella vita terrena, continuano a bisticciare anche in Paradiso e si rammaricano del fatto che oggi nessuno   sia più disposto a sacrificarsi per un principio ma, anzi, che tutti seguano valori sbagliati

cantano: ¯ E' una questione di valori ¯

 

San Procolo (IV sec): condannato ad essere decapitato per aver a sua volta tagliato la testa, in un impeto di rabbia, ad un commissario imperiale romano che stava torturando dei fedeli cristiani. Si racconta che dopo la decapitazione, camminando con la sua testa mozzata sotto braccio, si sia recato in città e dove, infine, si sia accasciato, sorga ora la chiesa a lui intitolata. Procolo ci ricorda di assumerci le nostre responsabilità, anche quando sbagliamo, e di non farci trascinare dall'ira a compiere gesti avventati.

canta: ¯ Non perder la testa ¯

 

San Felice (IV sec): l'allegro settimo Vescovo di Bologna sembra non rendersi conto che, se tutti si ricordano di lui, è solo per questioni di viabilità.

 

San Petronio (V sec): tutti i bolognesi, anche i bimbi, conoscono il loro Patrono. Ma per quale motivo? Non di certo per le sue opere.

canta: ¯Sum San Petronius ¯

 

Beata Lucia da Settefonti (XII sec):   la Badessa del convento di Settefonti ci racconta di come lei ed il suo amato Rolando abbiano rinunciato al loro amore terreno per tenere fede all'impegno preso con nostro Signore. Peccato che la gente oggi si ricordi di lei non per questo gesto di rinuncia, ma solo per la "sagra della Badessa". E pensare che proprio lei, giovane, bella e ricca avrebbe potuto avere   il mondo ai suoi piedi. Cosa è successo nel suo cuore?

canta: ¯ La conversione ¯

 

San Francesco (XII sec): Il Patrono d'Italia non ha problemi di bilancio ad Assisi, ma sapevate che ha predicato anche a Bologna? No?! Eppure, questo santo, "dall'apparenza poco raccomandabile", tenne un sermone così incisivo che tremò anche la terra, per ricordarci che pace e guerra dipendono solo da noi.

canta: ¯ Tremò la terra ¯

 

San Domenico (XII sec): il grande teologo, che fece della predicazione lo strumento per sconfiggere le eresie, passò a Bologna gli ultimi anni della sua vita. Purtroppo, però, i suoi seguaci negli anni a venire travisarono il suo insegnamento e la predicazione contro l'eresia si identificò nella Santa Inquisizione.

canta: ¯ Teologia vita-mina mia ¯

 

Beata Imelda Lambertini (XIV sec): la protettrice dei bambini che si accostano alla Prima Comunione, fu scelta da Dio per far conoscere l'infinita ricchezza e capacità di amare che solo il cuore dei fanciulli può avere. Proprio con l'ingenuità di una fanciulla ci esorta ad aver fiducia nel prossimo e ad aver fede.

canta: ¯ Chiedete e bussate ¯

 

Santa Caterina Vigri (XV sec):   colta e raffinata rinunciò alla sfarzosa vita della Corte Estense per mettere umilmente al servizio di Dio la sua cultura. Nel convento di via Tagliapietre scrisse saggi di teologia, compose musiche e laudi ed il suo corpo incorrotto è ancora lì a parlarci di Dio ....   ma in quanti vanno ad ascoltarlo?

canta: ¯ Tu vorresti che io ¯

 

Santa Clelia Barbieri (XIX sec): nata nella povertà delle campagne bolognesi, si accorse di essere circondata da gente ancora più misera di lei. Per questo si dedicò anima e corpo ai bambini e ai moribondi che, in mezzo a tanta carestia, non ricevevano la giusta attenzione, anzi, costituivano un peso in quanto da accudire. Eppure nel mondo benestante di oggi, ci sono ancora bambini abbandonati a loro stessi e persone afflitte che muoiono da sole!

La sua consorella Madre Orsola ci ricorda che se ci doniamo con amore, un giorno saremo ricompensati.

canta: ¯ Se diamo un po' di noi ¯

 

Padre Marella (XIX-XXsec): altro esempio di vita dedicata ai più giovani. Investì ogni suo bene e ogni sua energia per raccogliere i ragazzi dalla strada e offrire loro un futuro. Non è Santo e non è ancora Beato ma un posto in questa santa riunione in Paradiso   se lo merita di diritto!

 

Beata I--+-+--A (nei secoli dei secoli): questa sfacciata Beata da sempre presente nella nostra vita, sembra essere l'unica ad avere un bilancio nettamente positivo, e se ne compiace molto.

canta: ¯ I am Beata ¯

 

Questa riunione ha preso una brutta piega, possibile che i Bolognesi siano così avari di sentimenti e così devoti a quell'antipatica Beata? Ma, fermi tutti!!! Colpo di scena...   C'è un ultimo invitato a questa santa riunione!

 

Teocle (XII sec): realtà o leggenda? Non importa! l'ospite racconta come da una terra lontana portò a Bologna un'Icona raffigurante l'effigie di una Madonna bizantina.

ci canta: ¯ Da Costantinopoli ¯

 

Proprio questa Icona, la nostra amata "Madonna di San Luca", è in grado di chiamare a raccolta i Bolognesi esattamente come quando nel 1677 si riunirono e con un memorabile " passamano per San Luca" si adoperarono per costruire il lunghissimo portico che porta alla Basilica che custodisce la santa effige.

La "Madonna di San Luca" costituisce il fattore di riscatto dei bolognesi che, con la loro Devozione, si affidano a Lei con una preghiera che sgorga dal cuore mentre, in silenziosa solitudine, salgono i gradini del portico oppure mentre, in un coro gioioso, a migliaia in maggio, si raccolgono nella processione che accompagna la Madonna dal Santuario alla   Cattedrale di San Pietro e viceversa.

Chi per fede... chi per tradizione... chi per curiosità... non c'è un Bolognese che almeno una volta nella vita non abbia parlato con la Santa Icona e grazie a ciò la Beata I--+-+--a verrà sconfitta!

tutti cantano: ¯ Un antico mistero ¯

 

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(stampa fronte/retro e piega in 3)